La logica della prestazione
Il collegamento tra la riflessione di Byung-Chul Han e l’organizzazione sanitaria per intensità di cura è diretto: la logica della prestazione e della misurazione ha sostituito la relazione e la prossimità anche nell’assistenza sanitaria, trasformando il paziente in “utente” e il tempo di cura in “minuti assistenziali”.
🏥 Sanità e logica della prestazione: il paziente come unità di calcolo
Nei modelli organizzativi ospedalieri per intensità di cura, l’assistenza viene suddivisa in livelli (alta, media, bassa intensità) e il fabbisogno di personale viene calcolato in base ai “minuti assistenziali” per posto letto occupato, secondo protocolli standardizzati. Questo approccio, pur utile per la pianificazione, rischia di ridurre la complessità della cura a una somma di atti tecnici, ignorando la dimensione relazionale, emotiva e narrativa del prendersi cura Quotidiano Sanità Nurse24.it Tesi Univpm.
- Il tempo di assistenza diventa una variabile contabile, non più uno spazio di relazione.
- Il paziente è classificato per intensità, non per storia, contesto o bisogni soggettivi.
- L’organico è definito per algoritmi, non per prossimità o capacità di ascolto.
Come osserva Han, la società della prestazione trasforma ogni attività in performance misurabile, e questo si riflette nella sanità: il valore del lavoro infermieristico, medico e assistenziale è spesso valutato in base alla produttività, non alla qualità relazionale.
🔍 Rischi e contraddizioni
- La standardizzazione può generare disumanizzazione: il paziente non è più “persona” ma “caso clinico”.
- La prossimità viene sacrificata in nome dell’efficienza, con turni serrati e carichi di lavoro calcolati al minuto.
- Il personale sanitario è sottoposto a stress da prestazione, con riduzione del tempo per l’ascolto, la relazione, la personalizzazione della cura.
Questa deriva è stata evidenziata anche da studi e documenti tecnici, che mostrano come la logica dei minuti assistenziali non tenga conto della complessità reale del lavoro di cura, né della variabilità dei bisogni nei diversi contesti Nurse24.it opimatera.it La Nuova Padania.
🧭 Verso una sanità della prossimità
Il sindacato può proporre un modello alternativo, che integri la misurazione con la relazione, la pianificazione con la prossimità. Alcune proposte:
- Riconoscere il tempo relazionale come tempo di cura, non come “tempo perso”.
- Valorizzare le competenze narrative e relazionali del personale sanitario.
- Integrare i modelli per intensità di cura con indicatori di qualità percepita, non solo di efficienza.
- Promuovere una cultura organizzativa che metta al centro la persona, non solo il processo.
Commenti
Posta un commento