Ospedali di comunità: serve trasparenza, coinvolgimento e un piano organico per la sanità territoriale.
La Cisl Fp di Verona accoglie con attenzione l’annuncio dell’ULSS 9 Scaligera relativo all’attivazione di sei ospedali di comunità previsti dal PNRR ( Bussolengo, Caprino, Malcesine, Nogara, Isola della Scala e Marzana) . Tuttavia, esprime preoccupazione per un piano che, pur presentandosi come strategico, appare parziale, poco trasparente e privo di un reale coinvolgimento delle comunità locali.
L’assunzione di 46 infermieri e 64 operatori socio-sanitari rappresenta un primo passo, ma non può essere considerata sufficiente per garantire la piena operatività di sei nuove strutture. Manca una visione multidisciplinare: non si fa cenno all’inserimento di medici, fisioterapisti, assistenti sociali, psicologi e altre figure professionali indispensabili per una presa in carico integrata e continuativa dei pazienti.
Inoltre, il comunicato dell’ULSS non fornisce alcuna evidenza sui criteri di selezione territoriale, né dati epidemiologici o demografici che giustifichino la distribuzione delle sedi. Senza un’analisi dei bisogni assistenziali locali, il rischio è quello di costruire contenitori vuoti, incapaci di rispondere alle reali esigenze delle comunità.
La valorizzazione del personale interno attraverso la mobilità è una scelta condivisibile, ma deve essere accompagnata da percorsi formativi specifici e da una pianificazione chiara delle competenze richieste. Ad oggi, non risultano pubblicati piani di aggiornamento né strumenti di monitoraggio dell’impatto organizzativo.
Infine, è assente ogni riferimento al coinvolgimento dei cittadini, dei sindacati, delle associazioni e degli enti locali. Parlare di “sanità più vicina ai cittadini” senza ascoltarne la voce significa tradire lo spirito partecipativo che dovrebbe animare la riforma del sistema sanitario territoriale.
Per queste ragioni, chiediamo:
La pubblicazione di un piano operativo dettagliato con obiettivi misurabili e indicatori di impatto.
L’attivazione di un tavolo di confronto permanente con le parti sociali e le comunità locali.
L’integrazione di tutte le figure professionali necessarie per garantire la qualità e la continuità delle cure.
La trasparenza nei criteri di assegnazione delle risorse e nella selezione delle sedi.
Solo attraverso un approccio partecipativo, multidisciplinare e basato sui dati sarà possibile costruire una sanità territoriale realmente efficace, equa e sostenibile.

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