UN FINTO BENESSERE - GIUSEPPE BRAGA
Le festività sono ormai trascorse. Milioni di italiani hanno rispettato le tradizioni scambiandosi gli auguri ed i regali. Tantissimi hanno frequentato i luoghi di villeggiatura e riempito i vari ristoranti, confermando con questo l'esistenza di un benessere apparentemente diffuso.
Questo benessere, purtroppo, convive con situazioni nelle quali molte
persone in Italia sono ancora prive dei supporti economici per il proprio
fabbisogno, come risulta da studi e ricerche, realizzati dalle diverse
strutture: economiche, politiche, sociali e da quelle appartenenti alle diverse
organizzazioni Sindacali e delle molte altre Associazioni delle diverse
professioni, categorie e mestieri.
Infatti, a fronte di una moltitudine di persone che dispongono di
redditi propri o dell'intero nucleo famigliare, che potremo definire medio alti
(oltre 50.000-70.000 euro lordi l'anno) derivanti da lavoro autonomo, oppure da
lavoro dipendente (in particolare nel pubblico impiego) o da pensione, esistono
milioni di persone costretti a convivere con redditi non adeguati per il loro
fabbisogno e quello delle proprie famiglie.
Queste persone appartengono a quella vasta schiera delle lavoratrici e
dei lavoratori dipendenti, con un rapporto di lavoro legato all'artigianato,
oppure al commercio ed al turismo e quindi in molti casi alla stagionalità,
quelli impiegati in agricoltura, quelli dipendenti dalle (finte) cooperative
operanti nelle attività di trasporto e della logistica delle merci, oppure nei
diversi settori manifatturieri, quelli occupati presso le diverse strutture
commerciali della Grande Distribuzione Organizzata, nei servizi alle persone, ed
infine (ma non da ultimi) la variegata categoria dei pensionati.
Ebbene, molti dipendenti delle categorie appena accennate aspettano da
anni il rinnovo dei loro Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, per legittimi
adeguamenti retributivi e normativi. E cio' anche a fronte di aumenti del costo
della vita e quindi della perdita del potere d'acquisto dei loro salari e delle
retribuzioni nel frattempo intervenuto. Lo stesso riguarda la vasta platea dei
pensionati, per i quali l'INPS ha riconosciuto per l'anno 2025, un adeguamento
degli importi delle diverse pensioni (vecchiaia, anzianità, ecc.) dello 0,80%, a
fronte di aumenti dei prezzi, delle tariffe delle forniture di luce, acqua, gas,
e dei canoni di locazione, intervenuti nell'ultimo triennio per un importo
stimato di almeno il 25%.
Le conseguenze di questi fatti hanno creato nuove povertà, diffuse nei
diversi territori del nostro Paese, stimate in almeno il 10-15% della
popolazione e riguardante fino a 100.000 persone, nelle diverse aree
geografiche, molte delle ha persino rinunciare alle cure mediche della propria
persona.
Credo che queste situazioni richiedano un adeguato impegno del Governo e
delle parti Sociali, affinché siano superare queste criticità: che convivono in
modo contraddittorio all'interno del nostro Paese.
Verona, 04 gennaio 2025
Giuseppe Braga
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