EMERGENZA ABITATIVA A VERONA - GIUSEPPE BRAGA

 Anche a Verona si è ormai consolidato il diffuso orientamento di trasformare gli immobili, costruiti un tempo per la locazione, verso altre tipologie e destinazioni, e fra queste: strutture in gestione degli affitta camere, alloggi o unità immobiliari destinati per affitti turistici, locazioni brevi, oppure con altre caratteristiche come il Bed and Breakfast >B&B<.


   Secondo recenti verifiche, nel Comune di Verona cio' avrebbe sottratto dal libero mercato più di  4.000 alloggi, che prima erano destinati per le locazione regolate con i contratti stipulati fra i privati con la normativa dei patti in deroga, prevista dall'articolo 11 della legge numero 359 del 1992, per la durata di anni 4 + ulteriori 4, oppure con contratti a canone concordato previsti dall'articolo 2, terzo comma della legge 341/1998, per la durata di anni 3 più ulteriori 2, in entrambi i casi rinnovabili alla scadenza. 
   Senza nulla togliere alla libertà dei proprietari di poter scegliere il regime a loro più confacente per le locazioni degli alloggi, credo che ciò debba essere regolato, in ogni caso, su scala almeno regione e vincolato agli obblighi stabliti dalle normative urbanistiche, secondo le caratteristiche specifiche degli immobili da offrire in locazione. E ciò per evitare anche  possibili irregolarità ed abusi di sorta.
   Secondo statistiche consolidate in Italia - e quindi valide anche per Verona - seppur con qualche leggera variazione - una quota di alloggi compresa fra il 75% e l'80% sarebbe oggi occupata dai proprietari delle rispettive unità abitative, con il loro nucleo famigliare; circa il 10-15% degli alloggi sarebbero occupati da singoli o nuclei di inquilini in grado di sopportare i canoni concordati e riferiti al libero mercato delle locazioni, mentre la differenza risulterebbe assegnataria di un alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) gestiti a Verona dall'ATER sulla base della Legge Regionale N 39 del 3 novembre 2017, e dall'AGEC, Azienda Speciale controllata dal Comune di Verona.
   Questi dati dimostrano e confermano la prospettiva che, a fronte della continua sottrazione di alloggi dal mercato privato delle locazioni, esista il rischio concreto che a Verona e nei Comuni a medio ed alto interesse turistico della nostra provincia, non vi sia - nella prospettiva prossima e futura - la possibilità da parte degli Enti Gestori di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica: ATER ed AGEC di Verona, di farsi carico del fabbisogno di unità abitative che risulteranno necessarie nell'immediato e nel prossimo futuro, in misura sempre più crescente.
   Ritengo pertanto che la Regione Veneto ed il Comune di Verona vogliano farsi carico di questa necessità, per evitare che l'emergenza abitativa possa trasformarsi concretamente, a breve, in un problema di ordine pubblico.
Giuseppe Braga - Pensionato INPS
Verona

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