CENTRI PER IMPIEGO - Piano di Potenziamento
Il 15 ottobre u.s., siamo stati convocati dalla XI Commissione della Conferenza delle Regioni (Commissione Lavoro e Formazione professionale) per un’audizione relativa al Piano di Potenziamento dei Centri per l’Impiego adottato nel 2019 e successivamente confluito nell’ambito della “Missione 5-Inclusione e Coesione” del PNRR.
Come Cisl Fp abbiamo rilevato che, nonostante il Piano di potenziamento dei CPI sia finalizzato a garantire al sistema pubblico di operare il suo naturale ruolo di regia sul territorio in un quadro di piena cooperazione tra pubblico e privato, l’evidente ritardo attuativo ha generato e continua ad alimentare profonde carenze in termini di efficienza degli interventi resi sui territori di competenza. Nonostante i CPI siano stati coinvolti in un complesso processo di transizione organizzativa che ha investito l’intero sistema dei Servizi per l’impiego, permane una condizione generale di sottodimensionamento operativo e funzionale, dovuto alla carenza di personale e all’inadeguatezza delle dotazioni strumentali.
Abbiamo rappresentato come il ritardo attuativo del Piano di potenziamento pesi soprattutto sull’implementazione di funzioni strategiche dei CPI per la presa in carico dei soggetti più fragili (che necessitano di percorsi di riqualificazione o della progettazione di percorsi di integrazione) e sulle prestazioni legate ai servizi più complessi (Orientamento specialistico, Accompagnamento al lavoro, Gestione del collocamento mirato verso utenti e imprese, Misure di conciliazione lavoro/cura, Supporto all’autoimpiego) che presuppongono maggiore specializzazione delle lavoratrici e dei lavoratori addetti e specifici tempi di lavoro. Abbiamo rilevato, inoltre, che per avere reale contezza dei fabbisogni di personale degli uffici non si può prescindere dal saldo effettivo tra i lavoratori in entrata e quelli in uscita dal servizio, considerando che nel 2022 una percentuale superiore al 27% dell’organico dei CPI aveva una età superiore ai 60 anni.
Abbiamo chiesto dunque alle Regioni, titolari della responsabilità attuativa del Piano di potenziamento, di presidiare le prossime fasi attuative attraverso:
· la celere attivazione di procedure concorsuali mirate
· lo sviluppo e l’adeguamento delle competenze professionali del personale chiamato ad operare in un settore caratterizzato da continui cambiamenti normativi
· il potenziamento dei sistemi informatici affinché venga garantita la piena accessibilità dei flussi informativi
· investimenti infrastrutturali che garantiscano ai CPI sedi e strumentazioni funzionalmente adeguate alle diverse attività da svolgere e all’ utenza da ricevere.
Abbiamo infine sottolineato come sia altrettanto necessario trattenere in servizio il personale specializzato e le alte professionalità assunte con il Piano di potenziamento contrastando i flussi di mobilità in uscita verso altre amministrazioni. In tal senso, nell’ambito del negoziato in corso per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Funzioni Locali 2022-2024 – al quale partecipa anche la Conferenza delle Regioni in qualità di componente del Comitato di settore competente – sarebbe auspicabile un alleggerimento dei vincoli sul tetto al salario accessorio in modo da poter compensare le maggiori funzioni richieste a tutti i lavoratori e le lavoratrici dei Centri per l’impiego attraverso un migliore sistema premiale e indennitario.
A fronte dei rilievi che abbiamo mosso siamo in attesa di riconvocazione.

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